Isola di Dino

Di fronte la città di Praia a Mare, a circa 200 metri dalla costa, si erge l'Isola di Dino, ricoperta di vegetazione tipicamente mediterranea si estende per 50 ettari e raggiunge i 100 metri di altitudine. Costituita da rocce calcaree, è ricca di grotte naturali con stalattiti e stalagmiti; nei suoi fondali che arrivano fino a 45 metri cresce una foresta di coloratissime gorgonie. Il percorso migliore per vedere le sue grotte marine è circumnavigare l'isola seguendo la rotta est-nord–ovest, caratteristiche la Grotta delle Cascate, così chiamata per il rumore continuo delle acque che cadono, la rinomata Grotta Azzurra, che ricorda quella di Capri, e la Grotta del Leone, così detta per una roccia immersa nell'acqua che ha la forma di un leone accovacciato. Accessibile solo ai sub esperti è la Grotta Gargiulo, che si apre a 18 metri sotto la superficie del mare. E' possibile anche effettuare escursioni sull'isola per apprezzare il suo patrimonio floristico e faunistico tra scorci e panorami mozzafiato, visitare la torre di origine Normanna e la stele dedicata alla Madonna della Grotta, patrona di Praia a Mare. 

Arcomagno

Simbolo naturalistico di San Nicola Arcella è l’Arcomagno, fenditura nella roccia a forma di arco che consente a piccole imbarcazioni di raggiungere una caratteristica spiaggetta, sul fianco destro vi è la Grotta dell'Arcomagno, all'interno una piccola sorgente di acqua dolce; la spiaggetta è raggiungibile anche a piedi attraverso un sentiero ricavato nella parete di roccia a ridosso della spiaggia Arcomagno, quella a nord di San Nicola Arcella. Sul lato nord dell'Arcomagno un'altra naturale cavità rocciosa, la Grotta di Enea, dalla quale attraverso un tunnel si accede alla Spiaggia del Prete, caratterizzata dalla presenza dell'omonima grotta e dello Scoglio dello Scorzone a poche decine di metri dalla riva.Lasciata alle spalle la baia di San Nicola Arcella, in direzione sud, si nota una particolarissima cavità nella parete rocciosa a pochi metri s.l.m., è la Grotta di Fra’ Girolamo, detta anche "A ricchia i Fra' Girolamo" per la sua forma simile ad un orecchio che genera un particolare eco di ritorno.

Le Grotte

Il litorale di Scalea che va dalla Baia del Carpino alla scogliera dell'Ajnella è un susseguirsi di maestose pareti rocciose, solitarie calette e grotte naturali, come la Grotta della Pecora, che prende il nome dalla stalattite a forma di testa di pecora che sovrasta l'ingresso, qui l'acqua cristallina sfuma in colori che si alternano continuamente, e la Grotta del "Tras' e jesce" (Entra ed esci), un tunnel naturale che sbuca su una spiaggetta a forma di ditale, detta appunto "Jiditale". A largo dell’abitato i sub più esperti possono esplorare il relitto del mercantile Lillois che giace a circa 60 metri di profondità e si innalza fino a 37 metri.

Isola di Cirella

Nota anche come l'isola della balena, per la sua caratteristica forma, l'Isola di Cirella si erge di fronte l'omonima località, frazione di Diamante. E' coperta da una rigogliosa macchia mediterranea che si accende in primavera di splendide fioriture; raggiunge un'altezza di circa 40 metri, una breve arrampicata conduce alla sommità dove si trovano i ruderi di una fortificazione militare, una torre di pianta quadrata con lati lunghi circa 10 metri e mura spesse dai 3 ai 4 metri. Le rocce calcaree dell'isola sottoposte all'erosione marina hanno dato vita a grotte e insenature, i fondali degradano dolcemente fino a 40 metri e sono ricchissimi di Posidonia. Si presume che lo specchio di mare intorno all'isola nasconda ancora reperti archeologici, diversi i rinvenimenti negli anni passati di anfore risalenti al periodo greco romano.

Monte Ciagola

Il Monte Ciagola è il primo massiccio montano della Calabria tirrenica, domina l’intera valle del fiume Lao ed è localizzato prevalentemente tra i territori di Aieta e Papasidero, da questi paesi montani attraverso lunghi sentieri è possibile raggiungere la vetta a quota 1467 metri s.l.m. e godere di un ampio panorama, nelle giornate serene spazia dal versante settentrionale del Golfo di Policastro fino a Capo Vaticano; sul monte sono presenti numerosi resti di antiche costruzioni a secco ed alcune "conserve", grandi raccoglitori scavati nella terra e rivestiti di pietre locali, nelle quali i pastori conservavano la neve invernale da adoperare durante l’estate come acqua da bere.

Fiume Lao

Il fiume Lao prende il nome dall'antica città Laos, l'attuale Marcellina, nasce in Basilicata e nel territorio calabrese si congiunge con il fiume Argentino, prima di sfociare nel mar Tirreno; meta frequentatissima dagli appassionati di rafting che su gommoni senza motore (Raft) scendono il corso del fiume seguendo la corrente d'acqua e orientando l'imbarcazione a colpi di pagaia. La valle del fiume Lao presenta ambienti rupestri ricchi di grotte in cui sono avvenuti importanti ritrovamenti preistorici, prima tra tutte la Grotta del Romito nel territorio di Papasidero, dove negli anni '60 è stato scoperto un graffito risalente al Paleolitico.

Serra La Limpida

S. Nicola Arcella si trova su una rocca a 110 metri s.l.m. ai piedi della Serra La Limpida, un gruppo di cime che arrivano a quota 1519 metri; base di partenza dell'escursione Santa Domenica Talao, bisogna percorrere un sentiero da cui si può ammirare un maestoso paesaggio marino-montano, numerose le rocce che spuntano dal terreno ed i ricoveri di emergenza realizzati in pietra dai pastori, non pochi quelli che ancora oggi portano il gregge a pascolare in questi luoghi ameni.

Monte Palanuda

Il paesino di Orsomarso da il nome all'omonima catena montuosa, Monti dell'Orsomarso, che ha cime più basse ma non meno imponenti rispetto a quelle del Massiccio del Pollino (l'altra catena montuosa del Parco Nazionale del Pollino), come le cime del Monte Palanuda (1632 m) e del Monte Caramolo (1813 m) dalle cui pendici nasce il fiume Argentino che, alimentato da rigagnoli e piccole cascate, scende a valle attraverso suggestive gole.

Fiume Argentino

L'escursione nella valle del fiume Argentino inizia da fondovalle, dall'abitato di Orsomarso, si risale lungo la strada che segue il corso del fiume, dove il sentiero si fa stretto bisogna attraversare il letto del fiume, si arriva al giardino delle piante officinali dove si possono ammirare numerose specie di piante presenti sul territorio. Il tutto incastonato in una cornice di vegetazione selvaggia con cascate impetuose, spettacolare quella della Ficara, e sorgenti d'acqua sgorganti dalle pareti rocciose; nella zona più alta si trova la grotta del Frassaneto.

Fiume Abatemarco

Sfocia nel mar Tirreno, nel comune di Santa Maria del Cedro, il fiume Abatemarco che attraversa anche i comuni di Grisolia e Verbicaro. La suggestiva e boscosa valle del fiume, rigogliosa di natura e di alberi secolari, è facilmente percorribile grazie ad una strada interpoderale che inizia dove sono i ruderi del Castello di San Michele e sale fino al confine meridionale con il comune di Verbicaro, offre innumerevoli spazi naturali ed aree attrezzate con panche e tavoli in legno, lungo il percorso si possono ammirare estesi campi di cedri.

Cozzo del Pellegrino

Il fiume Abatemarco nasce dal Cozzo del Pellegrino, che con i suoi 1987 metri di altezza rappresenta la vetta più alta dei Monti dell'Orsomarso e la seconda di tutta la Calabria. E' situato nel comune di San Donato di Ninea ed è possibile raggiungere la cima anche seguendo percorsi che partono dal territorio di Verbicaro, da altezze differenti; l'itinerario più noto parte da Piano la Fratta, a quota 1205 metri s.l.m., un pianoro montano, raggiungibile anche in fuoristrada, dove c'è un laghetto artificiale ed una fonte. Sulla sommità del Cozzo del Pellegrino si gode di un fantastico panorama che spazia dal litorale tirrenico ai monti del Pollino fino a raggiungere, nelle giornate terse, il golfo di Sibari e il mar Ionio, le isole Eolie e la Calabria meridionale.

Monte La Mula

Il territorio di Grisolia si estende dal litorale tirrenico alla vetta del Monte La Mula, le cui pendici restano innevate fino a primavera inoltrata; l'escursione che porta in cima, a 1935 metri s.l.m., attraversa un suggestivo altopiano in cui è facile incontrare cavalli al pascolo; dalla vetta il panorama è davvero spettacolare, si vedono i principali monti calabresi, il Mar Tirreno ed il Mar Jonio, ed a nord la statua del Cristo Redentore di Maratea. Dodici metri di circonferenza, ci vogliono 18 passi per girare intorno al gigantesco castagno che si trova in zona Fontanelle a Grisolia, ci sono anche altri castagni non così grandi ma spettacolari nella forma e plurisecolari come il "Il Castagno del Ramarro" con i suoi 500 anni.

Torrente Corvino

Per molti è ancora il "fiume di Diamante", il torrente Corvino sfocia nel mare di Diamante proveniente dalla Montea dopo aver attraversato Buonvicino in una vallata ricca di pregevoli specie vegetali ed animali. L'escursione può partire da Diamante, dal Parco Enzo La Valva più noto come Parco del Corvino, o dal centro storico di Buonvicino seguendo le indicazione del Santuario Madonna della neve; nella zona più alta della valle si giunge all'antico villaggio di Serapodolo, abbandonato alla fine degli anni '60, dove ci sono molte sorgenti di acqua purissima. Suggestiva "La gola del Corvino" lunga circa cento metri e le cui pareti sono tappezzate da stalattiti.

Monte La Caccia

Alle spalle di Belvedere Marittimo vi è l’ultimo tratto dei Monti di Orsomarso, dominato dalle cime del Monte La Caccia (1744 m) e della Montea (1825 m), i percorsi per raggiungere queste vette prevedono un dislivello di circa 1000/1100 metri, la partenza avviene dalla frazione Trifari distante 8 chilometri dal centro abitato. Durante il percorso, a quota 1391 metri su una selletta che domina la valle, è possibile visitare la Chiesetta della Santa Croce, meta il 22 giugno di un pellegrinaggio a cui partecipano anche diversi turisti

Santuario della Madonna di Costantinopoli

Il Santuario della Madonna di Costantinopoli, a Papasidero, è incastonato nelle gole del Lao in un posto suggestivo, ai piedi di un costone di roccia a strapiombo sul fiume. Il santuario conserva un affresco, databile al XIII secolo, che raffigura la Madonna di Costantinopoli con ai lati un vescovo genuflesso e San Michele Arcangelo, vestito di corazza che infilza Satana emergente dalle fiamme infernali. L'edificio originario di modeste dimensioni fu ampliato dopo la peste del 1656 e successivamente alla fine del Settecento e all'inzio sell'Ottocento, ha una pianta a croce greca con a tre navate e tre campate, è raggiungibile solo attraverso un caratteristico ponte fluviale. Il culto della Madonna risale a tempi remoti, quando i monaci basiliani in seguito alle lotte iconoclaste si rifugiarono anche in Calabria. Il 20 maggio del 1665 popolazione di Papasidero, decimata dalla peste che dilagava da anni in Italia, si rivolse alla Vergine per chiederne i favori e, con una assemblea popolare la Madonna di Costantinopoli fu riconosciuta patrona e protettrice del paese. La festa si celebra il martedì dopo la Pentecoste, durante la festa in segno di devozione o per sciogliere un voto, è ancora vivo l'uso delle "cinte" costituite da telai di legno a forma cilindrica riempite di candele e ornate con palle, nastri, fiori e fili argentati, che le donne portano in testa spesso a piedi nudi.

Santuario della Madonna della Grotta

Il Santuario della Madonna della Grotta, situato nel comune di Praia a Mare, è posto all’interno di tre grotte, a circa 90 mt. sul livello del mare, ed è raggiungibile salendo una rampa pavimentata con ciotoli di mare, da cui possibile ammirare l’intero Golfo di Policastro. E' probabile che furono i monaci basiliani, arrivati in Calabria per sfuggire alla persecuzione iconoclasta sviluppatasi a Costantinopoli, a portare qui la statua della Madonna, ma la mancanza di notizie certe ha lasciato spazio alla leggenda secondo la quale fu lasciata in una delle tre grotte da un marinaio, poi scoperta da un pastorello muto che riacquisto miracolosamente la voce. Nella prima grotta vi è il grande masso arrotondato sul quale nel 1326, secondo la leggenda, fu deposta la statua; superati 40 gradini e tre pianerottoli si entra nella grotta più grande, il pavimento è quasi sempre bagnato dal gocciolio che scende dalla volta, sul lato destro la Cappella fatta costruire dal vescovo Tiberio Casentino nel XVI secolo; un'altra gradinata da accesso alla terza grotta, illuminata da un’apertura naturale, qui è stata costruita la cappella di forma rettangolare, sul fondo l’Altare Maggiore su cui è posta la statua della Madonna. L'anniversario dell'Incoronazione della Madonna si celebra nella terza domenica di Maggio, mentre dal 15 al 18 Agosto la festa patronale ricorda e celebra l’arrivo della Madonna alle grotte del Monte Vingiolo avvenuto il 14 agosto del 1326, particolarmente suggestiva la processione serale a mare del 15 agosto, la statua della Madonna viene posta su una grande barca e, con al seguito molte altre barche, prende il largo, gira intorno all’isola Dino e proseguendo lungo la costa, accolta da grande folla di fedeli e turisti, approda sulla spiaggia in direzione del Santuario, per fermarsi poi nella Chiesa S. Cuore.

Santuario della Madonna del Lauro di Scalea

Il Santuario della Madonna del Lauro di Scalea, fu edificato agli inizi del XVIII secolo dai marinai scaleoti e sorrentini, per sciogliere un voto fatto alla Madonna in occasione di una tempesta: l’equipaggio campano fece voto di costruire una chiesa, lì dove il mare li avrebbe sbarcati sani e salvi, fu così che all'estrema periferia di allora di Scalea venne costruita la chiesetta dedicata alla Madonna del Lauro, patrona di Meta di Sorrento e protettrice dei marinai. La chiesa fu elevata a Santuario diocesano l’8 settembre 1997, giorno in cui ancora oggi si festeggia la Vergine, con una processione a mare, sono proprio i marinai del luogo che in quel giorno fanno rivivere, simbolicamente, con una suggestiva processione, l'arrivo della statua della Madonna attraverso il mare. All’interno del santuario, costituito da una singola navata, è presente una statua in gesso che raffigura la Madonna con in braccio il Bambino, agli inizi del 900’ è stata posta una corona in argento, in segno di devozione dai marinai di Scalea; un bel portale in bronzo impreziosisce la facciata del settecento.

Santuario della Madonna della Neve di Buonvicino

Il Santuario della Madonna della Neve di Buonvicino è ubicato ad un’altezza di 720 metri metri sul livello del mare, nell'omonima località, il grande Monte della Neve. La chiesa fu costruita nel XVIII secolo, prima di tale data la Beata Vergine si venerava in un’altra chiesa, di cui oggi restano solo pochi ruderi, è stata dichiarata Santuario nel 1987, in occasione dell’anno santo mariano. Nel corso degli anni, per la devozione dei fedeli e l’interesse dei parroci di Buonvicino, la chiesa è stata ampliata, decorata e dotata di alcuni locali per l’abitazione del Rettore, ed è diventata meta di pellegrini, soprattutto in occasione della festa del 5 agosto. Dalla vetta del monte, dove è posto il Santuario, si gode un panorama unico, che spazia dal Golfo di Policastro alla Sicilia e sul verde riposante dei boschi della catena Appenninica.

Santuario di San Francesco

Il Santuario di San Francesco sorge nella parte alta e collinare della cittadina di Paola, sua città natale, in una valle ricca di vegetazione e costeggiata dal torrente Isca. È meta di pellegrinaggio da tutta Italia, specialmente dalla Calabria, di cui San Francesco è patrono; custodisce parte delle spoglie del Santo, le restanti si trovano a Tours in Francia. Il complesso di edifici (sorti nel corso degli anni), si ergono su un piazzale ampio e panoramico, al centro del quale si trova un obelisco eretto nella ricorrenza dell'Anno Santo del 1950. A destra del Santuario vero e proprio si trova la Scuola Apostolica che accoglie i ragazzi che decidono di seguire le orme del Frate paolano. La facciata, alta 24 metri e dalle linee classiche, è realizzata interamente in tufo locale del cinquecento. All'interno, odore di incenso, canti liturgici e musiche clericali accompagnano la visita e il raccoglimento del turista, o meglio, del pellegrino, che desidera avvicinarsi alla storia ed alla vita di San Francesco. E' possibile infatti visitare le grotte dove il Santo visse per anni, e la cappella originaria, che poteva ospitare solo pochi fedeli, dalla quale poi prese vita tutto il Santuario. Tale cappella è detta "delle Reliquie" in quanto conserva oggetti appartenuti al frate, tra cui, un paio di sandali, un mantello e la corona del rosario. Appena fuori dal Santuario, sulla sinistra, comincia la "Via dei miracoli", un bellissimo e suggestivo percorso attraverso un paesaggio incantevole, ma soprattutto alla scoperta di evidenti segni del passaggio del Santo che vanno inevitabilmente a mescolarsi alle credenze popolari. Una fornace ed una bomba inesplosa della seconda guerra mondiale sono solo alcune delle tappe segnate su questo percorso. E ancora il Ponte del Diavolo: l'interessante intreccio leggendario narra che persino il diavolo aiutò San Francesco nella costruzione di questo ponte, chiedendo però in cambio l'anima del primo che vi fosse passato sopra. Il Santo, con un astuto escamotage, lasciò passare per primo un cane, costringendo il Diavolo a prenderne l'anima, quest'ultimo, infuriato, picchiò sulla roccia, lasciando quella che tutti oggi credono essere la sua impronta.

Museo Archeologico di Blanda

Evoluzione della mostra permanente "Frammenti dal passato", il Museo Archeologico di Blanda è ospitato nell’antico palazzo gentilizio Casapesenna, nel cuore del centro storico di Tortora. Il percorso museale attraversa le varie epoche storiche, dall’età del bronzo fino alla tarda epoca imperiale romana, le vetrine conservano ed espongono reperti litici, corredi funerari, ceramiche e numerosi oggetti provenienti dall'antico insediamento di Blanda.

Museo Comunale di Praia a Mare

Il Museo Comunale di Praia a Mare è suddiviso in sezioni: da quella che ospita una raccolta di più di trecento dipinti di arte contemporanea a quella archeologica in cui sono visibili reperti litici, gioielli e vasellame; dalla sezione fotografica a quella che espone opere donate da ceramisti di scuole campane; da quella dedicata alle cartoline d'artista all'originale sezione in cui è possibile vedere una ricca collezione di conchiglie marine.

MU.VI.D'A (Museo Virtuale d’Ajeta)

Nel Palazzo Rinascimentale di Aieta c'è il MU.VI.D'A (Museo Virtuale d’Ajeta), il passato visto con gli occhi del futuro in un percorso virtuale ed interattivo che racconta, grazie alle ricostruzioni in 3D, la storia dell'antico borgo ed aiuta a scoprire la bellezza ed il fascino del suo patrimonio non solo artistico e monumentale, ma anche degli usi e costumi della sua gente: ricostruzioni scenografiche, interfacce visuali ed ologrammi per un’esperienza unica.

Grotta del Romito

A circa 14 km dal centro urbano di Papasidero, si trova la famosa incisione rupestre raffigurante del Bos Primigenius, che testimonia la presenza umana in queste zone fin dal Paleolitico Superiore. Nel sito archeologico della Grotta del Romito è presente anche un piccolo antiquarium in pietra, sono esposti reperti litici ed ossei, due calchi di tombe rinvenute nel giacimento preistorico e numerosi pannelli informativi.

Antiquarium di Scalea

Ubicato in una delle piazze panoramiche del centro storico di Scalea, l'Antiquarium è ospitato nella Torre Cimalonga: i reperti archeologici sono disposti cronologicamente, in vetrine ricavate dalle antiche bocche di fuoco della torre, ed illustrano le linee generali dello sviluppo storico-archeologico del territorio, dal Paleolitico fino alla tarda antichità romana, ed il popolamento del territorio di Scalea e dell'antica città di Laos (l'attuale Marcellina).

Museo Comunale di Orsomarso

Nel cuore del centro storico, il Museo Comunale di Orsomarso espone reperti dell’antica civiltà contadina raccolti con particolare cura tra le famiglie storiche del luogo, come il "riscalda caffè" nelle sue due diverse formule (per la brace e per il fornello) e vecchi oggetti che testimoniano l’evoluzione del ferro da stiro. Protagoniste di una ricca sezione fotografica, corredata da attente didascalie, sono le principali bellezze del patrimonio storico-artistico e naturalistico del paese.

Parco Archeologico del Laos

Il Parco Archeologico del Laos copre un'area di circa 60 ettari su cui sorgeva questa antica citta' della Magna Grecia. Gran parte dei reperti ritrovati in questo insediamento si trovano oggi presso il Museo Archeologico di Reggio Calabria ed in piccola parte nell'Antiquarium di Scalea, sono comunque visibili i tracciati dell'area urbana, resti di case e di mura di cinta. E' presente anche un piccolo Antiquarium che conserva reperti del periodo Romano.

Museo del Cedro

Il Museo del Cedro, nella città che da esso prende il nome, Santa Maria del Cedro, è ospitato nel palazzo storico noto come "Carcere dell’impresa". E' nato per promuovere e valorizzare la coltivazione di questo antico agrume e la produzione di gustosi prodotti esportati in tutto il mondo. Nelle ampie sale sono stati allestiti pannelli didattici e postazioni multimediali per raccontare la storia del cedro ed illustrarne le fasi di lavorazione, senza però trascurare quella che è la storia del territorio.

Museo del Vino e della Vita Contadina

Nell'ex carcere di Verbicaro ha sede il Museo del Vino e della Vita Contadina, felice connubio tra la tradizione enologica del paese e la sua antica vocazione contadina. Nelle sale del museo sono esposti oggetti utilizzati un tempo nel processo di vinificazione e nella quotidianità della vita contadina verbicarese. Quattro le sezioni tematiche arricchite da pannelli informativi, il museo è anche dotato di un video per la proiezione di filmati sulle antiche tradizioni locali.

Museo Civico Etnografico di Grisolia

Il Museo Civico Etnografico di Grisolia, ospitato nei locali dell’antico Palazzo Ducale, propone un'interessante raccolta di utensili tipici della civiltà contadina grisoliota. Le sale espongono infatti reperti relativi all’allevamento, all’agricoltura ed alle principali coltivazioni presenti nella zona, il tutto corredato da precise descrizioni negli appositi pannelli informativi. Il Museo ospita anche delle esposizioni temporanee ed attività didattiche nell’antico ingresso ad arcate del palazzo signorile.

Alla scoperta dell'antica Cerillae

A Cirella, presso la locale delegazione municipale, è stata allestita la mostra museale "Alla scoperta dell'antica Cerillae", primo passo per la realizzazione di un vero e proprio museo civico. L'esposizione è ricca di reperti interessanti ed è dotata di validi supporti informativi sulla storia ultramillenaria di Cirella, che affonda le sue radici nel paleolitico medio, nella storia greca, lucana e romana e poi in quella medievale, moderna e contemporanea.

Museo del Peperoncino di Maierà

Il Museo del Peperoncino di Maierà rappresenta un unicum nel panorama museale mondiale, relativamente alla storia ed alla diffusione di questo ortaggio, che da sempre è il simbolo gastronomico della Calabria. Nello storico Palazzo Ducale, il percorso museale offre al visitatore una raccolta esauriente sulla storia del peperoncino, sulle aree di origine e di diffusione, sulle tipologie di comunicazione (dalla satira ai cartelloni pubblicitari, ai dipinti e altre opere d’arte) alle varietà di peperoncino provenienti da tutto il mondo.

Museo Arti Gusto Buonvicino

Per conservare memoria di un passato legato ad arti e mestieri, a Buonvicino è nato il Museo Arti Gusto Buonvicino, riconosciuto con l'acronimo MAGB. I manufatti che testimoniano la storia e le tradizioni di questo territorio si riferiscono ad uno spazio temporale che va dal X secolo fino ai giorni nostri. L'esposizione è divisa in cinque sezioni: Archeologia, Arte Contemporanea, Arte Popolare, Cultura e Tradizione Contadina, Arte Sacra e Beni Ambientali.

Museo della Memoria Storica

Nel cuore del centro storico di Belvedere, in un palazzo settecentesco, è ospitato il Museo della Memoria Storica, nato con lo scopo di far conoscere, conservare e tramandare la storia, le tradizioni ed il patrimonio culturale del territorio e dell'antica società belvederese. Il percorso espositivo organizzato in sezioni, una dedicata a San Valentino, espone un copioso numero di fotografie storiche, stampe, testate giornalistiche, monete e diversi reperti archeologici rinvenuti nel territorio.

Museo dei Brettii e del Mare

Il Museo dei Brettii e del Mare si trova nei locali dello storico Palazzo del Trono, a Cetraro. Gran parte dell’esposizione archeologica è dedicata alla popolazione dei Brettii ed allo sviluppo del territorio del Medio tirreno cosentino nel corso dell’età ellenistica; numerose anche le anfore greco-romane e medioevali rinvenute dai fondali del Mar Tirreno. La sezione storica è impreziosita dall’esposizione di un’ingente collezione di carte geografiche, una sala è dedicata ai reperti provenienti dal centro storico di Cetraro.

Museo della Civiltà Contadina di Guardia Piemontese

Un'antica dimora trasformata in museo, è il Museo della Civiltà Contadina di Guardia Piemontese, in cui sono esposti reperti raccolti nelle case o donati dalle famiglie locali. Il percorso museale ricostruisce, su più piani, la casa tipica dell'antica civiltà contadina: la camera da letto con il tipico letto a baldacchino imbottito con foglie di granturco, la cucina, la sala espositiva nella quale sono esposti anche degli abiti tipici, la soffitta in cui si trova l’antico forno ed, infine, la stalla con la cantina.